Intelligenza Artificiale, crea da sola un’altra I.A. migliorata!
pubblicato il 12 dicembre 2017 su killbit.info
Le intelligenze artificiali sono un po’ l’argomento di quest’anno. In questo articolo affronteremo l’importante tematica della capacità delle intelligenze artificiali di potersi generare e migliorare da sole e i rischi e la pericolosità legate a questo fenomeno.
Google ha vinto la sua prima sfida: creare un’IA in grado di generare altre intelligenze artificiali per compiti specifici, in questo caso programmi di apprendimento automatico. Il gruppo di sviluppo Google Brain nel mese di maggio 2017 aveva annunciato AutoML (Automatic Machine Learning), una rete neurale in grado di “sfornare” altre intelligenze artificiali istruendole ad eseguire compiti specifici allo scopo di migliorarne le capacità. La prima nata da questo progetto è la I.A. chiamata NASNet e sa riconoscere oggetti all’interno di video mentre AutoML la monitora, verifica le sue prestazioni e gli fa ripetere le stesse sequenze centinaia, migliaia di volte per raggiungere un livello di precisione ottimale.
La particolarità di queste nuove I.A. è quella di essere nettamente superiore a qualsiasi creatura artificiale mai pensata e sviluppata da una mente umana. Infatti é dell’ 1,2% più preciso di qualsiasi applicazione mai sviluppata dall’uomo.
Il team di Google Brain considera questa nascita la prima di una lunga serie per l’apprendimento automatico ed i risultati sono superiori ad ogni aspettativa.
La notizia annunciata dai ricercatori di Google Brain è senza dubbio una rivoluzione per gli sviluppatori. In questo modo developer di qualsiasi livello potranno lavorare con artificial intelligence e machine learning senza aver bisogno di particolari competenze e non dovranno fare altro che inserire le logiche cognitive in Applicazione e software, e il gioco è fatto, al resto ci pensa la macchina; sarà lei a creare il modello.
La domanda a questo punto sorge spontanea: dove sta il controllo dell’uomo? Come si fa a fermarla se per caso ci sfugge di mano?
NASNet (la I.A. Prodigio), ha saputo riconoscere con una precisione dell’82,7% immagini ed oggetti, dopo essere stata testata da ImageNet e Coco Object Detection, i due maggiori dataset a livello mondiale. Il primogenito di AutoML non solo è preciso ma migliora la rete da sé ed è più efficiente in termini di consumo energetico.
Questa tecnologia lascia ampio spazio per l’utilizzo su fotocamere, smartphone, auto a guida autonoma, applicazioni di editing foto e video, droni che necessitano della funzione avanzata di riconoscimento. L’ipotesi peggiore potrebbe essere la creazione da parte di AutoML di una rete per la sorveglianza globale o per gestire armi intelligenti.
É necessario però non creare allarmismo e false notizie; per ora Google Brain ha aperto un mondo che per il momento rimane solo circoscritto ad un software che può solo migliorare se stesso, non può prendere il controllo autonomamente o cose del genere: non siamo in un film di fantascienza. La pericolosità vera e propria sta nell’uso improprio di una tecnologia accuratissima che potrebbe essere usata per scopi militari o per il comando a distanza di armi. Nel caso di AutoML potrebbe creare sistemi troppo veloci per la società e la rete NASNet potrebbe essere impiegata in futuri sistemi di sorveglianza automatica anticipando una relativa regolamentazione per il controllo di questi sistemi. Quindi come sempre la minaccia più grossa é per la nostra privacy e per l’inefficace regolamentazione su di un sistema che non comprenderemo bene per molto tempo.
Il neonato NASNet creato da AutoML è stato incaricato di riconoscere persone ed oggetti (automobili, luci, borse, praticamente qualsiasi cosa) all’interno di un video in tempo reale.
Nel frattempo, organizzazioni a favore dell’intelligenza artificiale (colossi come Apple e Facebook) pensano ai vantaggi ed ai benefici che queste macchine possono offrire all’umanità.
I pareri sono diversi e contrastanti: l’onorevole Kurzweil durante il Council on Foreign Relations di Washington ha definito l’AI (al pari della tecnologia) “un’arma a doppio taglio” e c’è chi la considera uno strumento che ci spiazzerà e, allo stesso tempo, ci migliorerà. Ma in realtà lo sta già facendo.
Scritto da Lex963
Fonte per le immagini: Pixabay
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